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Olio di Sesamo

 

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L’olio di sesamo, noto per le sue qualità alimentari, è un prodotto a mio avviso non altrettanto noto per le sue proprietà cosmetologiche. Si tratta di un olio ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Sesamum Indicu, originaria dell’India, ma coltivata anche nelle zone tropicali e subtropicali dell’Asia e dell’Africa. Di fatti l’utilizzo di quest’olio ha trovato particolare successo nei trattamenti ayurvedici, dove viene considerato un olio curativo per le sue proprietà antivirali, antibatteriche ed antinfiammatorie.

L’olio di sesamo è spesso addizionato ad altri olei, ma anche usato come base per la macerazione di altre piante, poiché ne assorbe facilmente le proprietà.

Nonostante la lunga lista di caratteristiche che lo rendono un ottimo elemento nutritivo, l’olio di sesamo è particolarmente efficiente per prevenire e trattare la secchezza cutanea, grazie alle sue proprietà emollienti, nutritive e lenitive. Inoltre, è perfettamente assorbito anche dalle pelli grasse ed essendo un olio sebo-restitutivo, viene anche utilizzato per il trattamento naturale dell’acne.

Proprio per le sue proprietà sebo-restitutive, l’olio di sesamo è particolarmente utile nella cura dello scalpo. Nei trattamenti ayurvedici viene infatti anche utilizzato nei massaggi dello scalpo per trattare problemi di forfora e per rinforzare il capello.

Una piccola curiosità: pare che l’olio di sesamo sia stato dimostrato utile nell’inibizione della crescita di melanomi maligni di un cancro della pelle[1].

[1] http://www.plefa.com/article/0952-3278(92)90221-4/abstract

Oleito di Curcuma[1]: per usi multipli

Procedura: Aggiungere 3 cucchiai di curcuma a mezzo litro di olio di sesamo spremuto a freddo, lasciare macerare per una settimana in un barattolo ben sigillato, agitandolo una volta al giorno. L’ultimo giorno di macerazione, senza agitare il barattolo e mantenendo la posa della curcuma sul fondo, travasare l’olio in una bottiglia (preferibilmente di vetro scuro per ripararlo dalla luce).

Utilizzo: l’oleito ottenuto può essere utilizzato come ingrediente nelle vostre varie preparazioni fra cui creme (ma attenti alla curcuma perché tinge!) e detergenti, ma il mio uso preferito è aggiunto allo shampoo per un efficace trattamento della forfora (3 cucchiai di oleito a 200 ml di shampoo).

[1] Francesca Marotta, Cosmesi Naturale Pratica, Roma, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri 2007

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In breve: l’henné

La prima precisazione da fare é la seguente: non esistono l’henné rosso, l’henné nero e l’henné neutro. È una denominazione errata, in quanto si tratta in realtà di piante diverse che danno colorazioni diverse. Si dovrebbe quindi parlare di:
Henné rosso: Lawsonia Inermis
Henné nero: Indigofera Tinctoria
Henné neutro: Cassia Obovata
Si possono inoltre ottenere diverse sfumature e tonalità mischiando le diverse polveri.
Va sottolineato che l’henné non darà praticamente mai lo stesso colore su ogni capello, in quanto il colore di base del capello é determinante per il colore che sarà poi ‘riflesso’.

Come tinge l’henné?
Durante il periodo di ossidazione dell’henné, vengono rilasciate le molecole di lawsonia che saranno poi responsabili della colorazione sul capello. Queste infatti, una volta ricoperto il capello con la pasta di henné ossidata, si trasferiranno nel capello, legando con la cheratina. Questo processo chimico durerà inoltre qualche giorno e sarà influenzato dall’ossidazione del capello nei giorni che seguono all’applicazione. Per questo motivo, il vero colore ottenuto si potrà stabilire solamente dopo 3/4 giorni dall’applicazione.
Inoltre, il colore si intensifica a mano a mano che si ripetono le applicazioni.

Si tratta di un processo del tutto diverso rispetto alle normali tinte chimiche ed é proprio per questo che anche la manutenzione del capello tinto con l’henné é diversa. La tinta dell’henné, infatti, non ‘scarica’ come le normali tinte chimiche e nonostante il colore continuerà a tingere l’acqua per qualche lavaggio dopo l’applicazione, il capello non perderà la colorazione.

L’henné é dannoso?
Assolutamente no. L’henné ha innumerevoli benefici e non é assolutamente dannoso per il capello, anzi! Più lo si fa, più il capello si rinforzerà.

Risultati immediati
Sin dalla prima applicazione, l’henné sta avendo degli effetti visibili sulla consistenza stessa del mio capello, ragion per cui lo chiamo ‘trattamento’.

Riduce il crespo: il mio capello é naturalmente riccio e tende ad essere crespo. Quello che ho notato é che soprattutto nei giorni a seguire dall’applicazione, l’henné riduce il crespo e rende il riccio decisamente più definito. Spesso il crespo sembra tornare (anche se molto meno evidente) dopo alcuni lavaggi, ma la definizione e la morbidezza del riccio rimangono!

Trattamento antiforfora: decisamente utile per contrasstare questo fastidioso problema! L’henné ha dei benefici indiscutibili ed il suo utilizzo come trattamento regolatore di sebo ed antiforfora é ben noto. Esiste infatti una versione neutra dell’henné (cassia obovata) che tratta il capello senza tingere. Approfondirò l’argomento più avanti.

Ristrutturante: nonostante dopo l’applicazione si verifichi spesso secchezza (in realtà dipende anche dalla marca di henné che si usa), l’henné ristruttura il capello e lo ispessisce.

Lucidante: é un dato di fatto, il capello appare da subito più lucido!

Tutti questi effetti si possono ottenere anche usando la cassia obovata, ossia senza tinta, ma per esperienza personale (avendo provato sia la cassia che la lawsonia) posso dire che il mio capello ha reagito con molta più evidenza alla lawsonia. Ovviamente la cassia rimane un validissimo trattamento di bellezza e si può usare tranquillamente anche con altri ingredienti per rinforzare i suoi effetti (yogurt, limone, ecc.).

Pubblicherò a breve altri articoli per illustrare le ricette che ho provato e i risultati ottenuti.

Inizio del percorso

Circa tre mesi fa ho deciso di iniziare a trattare i miei capelli con l’henné (Lawsonia Inermis). Partendo da una base di capelli molto scura (castano scuro) e da una pelle chiara, avevo voglia di ravvivare un po’ il mio look vagamente cadaverico ed ho cercato di trovare una soluzione per tingere i miei capelli senza ricorrere a tinte chimiche.

Sono quindi tre mesi che ho iniziato il trattamento ed ho deciso di condividere con voi la mia esperienza personale con l’henné.

Vi parlerò non solo delle mie impressioni e dei risultati che sto ottenendo, ma descriverò passo passo le ricette e le procedure che sto seguendo, per arrivare alla tonalità che desidero. Inoltre, cercherò di aggiornare con una certa costanza questa sezione del mio blog, per mostrare la trasformazione sin dall’inizio.

Le mie scelte si basano su varie letture e ricerche che ho fatto nel corso degli ultimi tempi e sulle testimonianze di altre ragazze che hanno testato l’henné.

Se avete domande o consigli da offrire, non esitate a lasciare un commento!

 

La maggior parte delle informazioni sulla base delle quali preparo il mio henné, le ho trovate qui: http://www.hennaforhair.com/freebooks/come_fare_lhenne.pdf

Gel ai semi di lino

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Un rimedio per tutte le ricce che cercano un’alternativa all’uso di cosmetici per capelli, quali gel e spuma, ma anche per tutti coloro che adorano raffinare il proprio look con acconciature particolari e a prova di vento, ecco la ricetta ideale per creare il gel ai semi di lino.

Avendo i capelli ricci, ho da sempre fatto ricorso a prodotti anti crespo e soprattutto a lunga tenuta, per modellare e rendere più “boccolosi” e controllati i miei ricci. Ma purtroppo, come avviene per la maggior parte dei prodotti chimici ricchi in siliconi e derivati, a lungo andare gli effetti possono essere anche disastrosi: capelli secchi, rovinati, appesantiti.
Con mia immensa gioia ho finalmente trovato un prodotto fai da te che ha risolto i miei problemi di dipendenza da spuma, gel e quant’altro, il quale non solo è un valido sostituto, ma nutre i capelli svolgendo un’azione di idratazione e di protezione, aiutando a prevenire doppie punte e rotture.

COME SI FA:

Per questa ricetta avrete bisogno di:

–       ½ litro di acqua

–       un cucchiaio colmo di semi di lino (si possono acquistare in erboristeria)

–       il succo di mezzo limone

Procedete aggiungendo in un pentolino l’acqua e i semi di lino, lasciandoli riposare per una notte. Il giorno dopo, aggiungete il succo di limone e mettete il pentolino sul fuoco, senza necessariamente filtrare. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere per 10 minuti, dopodiché spegnete il fornello e coprite. Una volta tiepido, potrete filtrare il composto rimuovendo i semi. Noterete che la sostanza che otterrete avrà una consistenza densa e appiccicosa.
Per conservare il vostro gel di semi di lino potete versarlo in un contenitore per cubetti di ghiaccio (in questo modo avrete le giuste dosi per ogni uso) e congelare in freezer. Dureranno fino a 6 mesi. Basterà sciogliere un cubetto ogni qualvolta ne abbiate bisogno. Si applica dopo lo shampoo a capelli umidi e si usa come un gel.

Altrimenti potrete conservarlo in frigo per 3 o 4 giorni.

E questo è quanto basta per ottenere un ottimo cosmetico per capelli fai da te, cruelty-free ed ecobio!

FUMENTI…AI SEMI DI FINOCCHIO

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Sin dall’antichità, i fumenti sono entrati a far parte dei trattamenti di benessere più efficaci, aiutando non solo a liberare le vie respiratorie, ma anche a pulire la pelle da impurità, rendendola più sana e radiosa. Utilizzare il vapore come metodo di pulizia cutanea pare sia un’ottima soluzione soprattutto per chi ha bisogno di raggiungere gli strati più profondi della pelle. È probabile che, favorendo l’apertura dei pori, il fumento faciliti la fuoriuscita delle impurità depositatesi nello strato cutaneo, restituendo al tempo stesso una certa idratazione alla pelle.

Come si fa un fumento? La tradizione è ricca di ricette. Innanzi tutto bisogna far bollire un po’ d’acqua (1 lt è sufficiente). Una volta pronta l’acqua, la si può trasferire in una bacinella o mantenere nella pentola stessa, l’importante è attendere che l’ebollizione cessi. Basterà poi chinarsi sulla pentola e coprire la testa con un telo o asciugamano, come a formare una tenda, in modo da far arrivare il vapore direttamente verso il viso. È importante mantenere una distanza di sicurezza! Il viso non deve ricevere calore eccessivo, ma deve semplicemente il vapore. Evitate, dunque, di chinarvi troppo vicino all’acqua, in quanto potrebbe causare la rottura di capillari. Per rendere efficace il fumento, bisognerà aspettare un minimo di 5 minuti prima di procedere con il resto della pulizia del viso, ma volendo si può attendere finché l’acqua non sia tiepida. Una volta finito il trattamento col vapore, si può procedere con l’uso di uno scrub delicato (es. miele e zucchero) per detergere ulteriormente il viso. Prima di applicare una qualsiasi crema, però, bisogna richiudere i pori onde evitare di agevolare l’entrata di altre impurità nella pelle, dando luogo a nuove imperfezioni. Per fare ciò basterà sciacquare il viso con acqua fredda oppure utilizzare un tonico astringente (volendo anche il limone, che in più è antibatterico).

 

Queste sono le tappe basilari di un fumento fatto in casa. Aggiungendo delle erbe o degli oli essenziali all’acqua, si potrà incrementare l’efficacia del trattamento, agendo su problemi specifici e sfruttando le diverse proprietà che le erbe hanno da offrire. Un’alternativa può essere l’aggiunta di semi di finocchio all’acqua!

 

LE PROPRIETà DEL FINOCCHIO

Il finocchio pare sia rinomato per l’elevato contenuto di fitoestrogeni, molecole di origine vegetale, che svolgono una funzione molto simile a quella svolta dagli estrogeni, gli ormoni femminili. Per questa sua particolarità, il finocchio risulterebbe avere un’influenza positiva sulla fertilità e sul sistema immunitario. I fitoestrogeni sono anche presenti nella soia, nei cereali, nelle noci e nei legumi.

Tra le varie considerazioni fatte sul finocchio, si dice che esso aiuti a migliorare la qualità del latte materno. Inoltre, per gli antichi romani, i quali denominavano il finocchio l’erba della vista, il finocchio aveva capacità curative adatte ad attenuare le infezioni oculari.

In base ai pareri di alcuni specialisti, i fitoestrogeni contenuti nel finocchio aiuterebbero a bilanciare i livelli ormonali femminili e ad alleviare i dolori mestruali.

 

PERCHE’ USARLO SULLA PELLE?

Il finocchio viene utilizzato sulla pelle come tonico, in quanto essendo ricco di Vitamina C, è un ottimo antiossidante e dona alla pelle un aspetto radiante.

Per utilizzarlo nei fumenti, basta aggiungere all’acqua bollente un cucchiaio di semi di finocchio (per un litro d’acqua).

Olio di Cocco

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Ancora sofferente per la perdita del mio primo barattolo di olio di cocco vergine, spremuto a freddo, ho deciso di scrivere una piccola “review” su questo prodotto semplicemente, miracoloso. Sono già alcuni mesi che cerco di informarmi sui benefici che questo ben noto prodotto alimentare ha in campo cosmetico ed ecco cosa è risultato dalle mie ricerche. Estratto dal frutto delle palme da cocco, la noce di cocco appunto, questa sostanza è ampiamente utilizzata, soprattutto nella zona dei tropici, sia in campo alimentare che in campo cosmetico. L’olio di cocco è noto per il suo elevato contenuto di grassi saturi, i quali se assunti con l’alimentazione possono avere alcuni benefici, tra cui favorire il controllo del livello di colesterolo. Il cocco è inoltre un alimento base per molte popolazioni tropicali, soprattutto laddove le palme da cocco sono coltivate in modo estensivo, rappresentando una delle fonti primarie di nutrimento.

Non solo gustoso per il palato, ma anche utile per la pelle, il cocco, e più specificatamente l’olio di cocco puro, può essere considerato un vero e proprio alimento di bellezza. Nelle culture polinesiane, come in quelle indiane, è impiegato come “cosmetico” multiuso: sulla pelle come olio idratante e abbronzante, sui capelli come maschera nutritiva, sul viso come struccante!

Sulla pelle, questa sostanza svolge un’azione idratante e nutriente ed è consigliata anche nella prevenzione di smagliature e rughe, infatti, essendo il cocco ricco di antiossidanti naturali, esso risulta essere un efficacissimo prodotto antirughe! Da alcune ricerche fatte, risulta che aiuti anche ad attenuare e prevenire alcune infezioni cutanee quali eczemi, herpes, acne ed altre.

Per quanto riguarda l’uso del cocco nella cura dei capelli, la sua efficacia sembra essere dimostrata dalle rigogliose chiome delle donne polinesiane, le quali usano l’olio di cocco come naturale rimedio a molteplici fastidi ed inconvenienti. Esso risulta essere sebo-regolatore, aiutando quindi a liberare la cute dalla forfora, e un super idratante, che aiuta ad irrobustire il fusto del capello, prevenendo rotture e fastidiosissime doppie punte. È anche indicato per liberare la capigliatura da acari (pidocchi).

L’olio di cocco è un ingrediente base di moltissimi cosmetici presenti sul mercato, ma non sempre la quantità è sufficiente a garantire la stessa efficacia che ha, invece, l’applicazione dell’olio di cocco puro. Bisogna, dunque, sempre tenere presente la posizione che questo ha nella lista degli ingredienti presenti nell’inci del prodotto.

L’olio di cocco puro (extravergine) si può trovare nei negozi di alimentari etnici e si presenta come una pasta solida, bianca, che si scioglie immediatamente al contatto con una qualsiasi fonte di calore e quindi anche al tatto. Grazie alle sue proprietà chimiche, l’olio di cocco è molto stabile e può essere conservato fino a due anni.

COME USARLO

Sulla pelle:

l’olio di cocco può essere usato come un comune olio per il corpo, massaggiandone una piccola quantità sulla parte interessata, ad esempio sulle zone più soggette a smagliature o sulle aree più secche. Essendo un olio, si consiglia l’applicazione su superfici umide.

Sui capelli:

Si può usare sia come impacco pre-shampoo, che come impacco post-shampoo. Per applicarlo a capigliatura asciutta, basta prelevare una quantità sufficiente di prodotto, per ricoprire la lunghezza dei capelli. La cute non va tralasciata! Volendo, ci si può aiutare con un po’ d’acqua per agevolare la stesura dell’olio. Come già detto, si presenta solito, ma bastano pochi secondi per scioglierlo tra i palmi delle mani. Dopo averlo applicato, basta coprire la testa con una cuffia da doccia e lasciarlo agire per almeno un’ora o anche l’intera notte. Si risciacqua non troppo facilmente, possono essere necessari anche 2 lavaggi con shampoo (preferibilmente biologico e meno aggressivo). Se poi si vuole esagerare con l’idratazione, si può applicare un’altra piccola (PICCOLA!) dose sulle punte, per proteggerle da eventuali rotture.

Come struccante:

Questo è personalmente l’uso dell’olio di cocco puro, che più mi ha affascinata! È efficacissimo per rimuovere qualsiasi tipo di trucco: fondotinta, fard, cipria, mascara, eye-liner, ombretto…TUTTO! Basta applicarne una piccola quantità sul viso, ricoprendolo omogeneamente, massaggiandolo sulla pelle in modo da agevolare la sua penetrazione. L’olio scioglie il trucco, che sarà poi rimosso con l’aiuto di un dischetto di ovatta. Per rimuovere l’eccesso di prodotto, è sufficiente sciacquarsi il viso.

In vista del mio prossimo acquisto, vi lascio alle vostre sperimentazioni con questo magnifico prodotto multiuso! 🙂

Olio di Jojoba

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Si tratta in realtà di una cera liquida estratta dai semi della pianta di Jojoba, comunemente trovata nell’area a sud dell’Arizona, nel nord-ovest del Messico e nel sud della California.

La storia di questa sostanza affonda le sue radici in un periodo abbastanza lontano. Il suo uso risale, infatti, ai Nativi Americani, che utilizzavano l’olio di Jojoba per le sue molteplici proprietà, sia cosmetiche che terapeutiche. Sembrerebbe, infatti, che quest’olio miracoloso sia un efficace fungicida ed aiuti anche in caso di scottature cutanee.

L’olio di Jojoba è rinomato per la sua similarità all’olio che naturalmente il corpo umano produce. Di fatti, la sua struttura molecolare lo rende simile al sebo prodotto dalla nostra pelle e per questo motivo svolge un’efficace funzione sebo regolatrice, utile soprattutto nella cura delle pelli grasse, a tendenza acneica.

Grazie ad una notevole quantità di tocoferoli che esso contiene, quest’olio aiuta a combattere i radicali liberi. Inoltre, se aggiunto ad una normale crema da viso, ne aumenta l’assorbimento da parte della pelle, incrementandone le proprietà idratanti.

Curiosità sull’Olio di Jojoba

L’olio di Jojoba ha trovato uso nella società occidentale come sostitutivo dell’olio di balena, soprattutto dopo che la caccia alla balena fu vietata.

Non essendo un comedogenico, non occlude i pori.

Può essere conservato a lungo, senza che le sue proprietà svaniscano.

L’olio di Jojoba è stato anche testato come possibile combustibile.

Dove trovarlo e come usarlo

L’olio di Jojoba è un prodotto facile da reperire, nella maggior parte dei paesi, a costi relativamente bassi (a seconda della marca). Può essere impiegato in diversi modi: come balsamo per le labbra, come siero per il viso, incluso il contorno occhi e, usato su capelli umidi, agisce come potente idratante. Io applico generalmente poche gocce sul viso e sul collo, mattina e sera. Ho, inoltre, scoperto che, applicato sulle ciglia aiuta a nutrirle e a renderle più resistenti. Se applicato in piccolissime dosi (senza aggiungere altro prodotto, basta usare le dita già unte dall’applicazione sul visto) evitando il diretto contatto con l’occhio, non dovrebbe dare problemi o irritare.

  • Consigli: qualunque olio si usi, non va applicato sulla pelle e sui capelli asciutti, ma sempre su superfici umide, in quanto si rischia di avere l’effetto inverso, ossia seccare invece di idratare.
  • Quando si applica un prodotto sul contorno occhi, bisogna usare quantità minime, basta una goccia non più gande della testa di uno spillo!